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Pachira aquatica (27-1-2000)


Parole chiave: Pachira, piante da appartamento


Domanda: Ho acquistato in un vivaio una pachira acquatica alta circa 160 cm; dopo qualche mese cominciavo a notare sintomi di sofferenza, le foglie belle verdi scuro cominciavano a macularsi con dei verdi più chiari ed assumevano una forma strana, come accartocciate. Ho portato una foglia al vivaio, dove dapprima mi è stato detto che sicuramente sbagliavo nelle bagnature, troppa acqua, poi, forse poca, alla fine visto che la cosa continuava a peggiorare (ed ero sicura di non sbagliare nel bagnare la painta) l'ho riportata al vivaio dove vedendola mi hanno detto che forse si trattava di iperclorosi, sotto i miei occhi le hanno tagliato tutti i rami e mi hanno detto di ritornare dopo qualche mese che non l'avrei più riconosciuta. Dopo circa 5 mesi sono tornata: effettivamente la pianta stava meglio ma dei 5 rami che partivano e si intrecciavano ne erano rimasti 3, anche se le foglie effettivamente erano di nuovo belle, mi hanno consigliato di non tenerla troppo alla luce, così l' ho piazzata nella camera da letto abbastanza lontana da calore e finestra. Dopo soli 20 giorni la pianta sta ricominciando ad avere queste foglie maculate di verdi più chiari, che poi cadono; le foglie maculate (anche se non tutte) hanno dei piccolissimi forellini, io ho guardato attentamente che non ci fossero dei parassiti ma non ho trovato nulla, vorrei sapere di che si tratta e cosa posso fare per salvare la mia pianta.
Tiziana


Risposta:Tiziana:
   Grazie innanzitutto per avere visitato il mio sito e per avermi consultato.
   Devo dirti che lì per lì sono andato in crisi: nei miei 9 metri lineari di libri dedicati alle piante ed al giardino non ho trovato la benché minima traccia della tua Pachira aquatica.. Poi ho approfondito la ricerca su internet, e finalmente ho trovato che si tratta di una pianta, un ALBERO per l'esattezza, della famiglia delle Bombacacee, e perciò affine al Baobab, che può raggiungere l'altezza di 18 metri! Pare che la si possa anche coltivare in vaso, per appartamento, ma con parecchie difficoltà e con particolari accorgimenti.
   Habitat. E' originaria delle paludi tropicali e delle foreste, dal Sud del Messico fino al Brasile settentrionale.
   Coltivazione: Non mi dici dove abiti. Se tu fossi a sud di Roma, sappi che potresti coltivarla all'aperto, anche in piena terra, ma che deve essere situata in una posizione riparata, protetta dai venti caldi e freddi e dal freddo eccessivo. Richiede pieno sole, ma sopporta anche la mezza ombra. L'habitat naturale di questo bellissimo "Castagno del Malabar" sono gli estuari dei fiumi tropicali,ma pare che all'aperto, in California, possa tollerare per breve tempo temperature fino a -2 gradi, perdendo però la maggior parte delle foglie. Può essere usata come una graziosa pianta da interni, portatrice di una nota di esotismo.
   Terreno: La Mingubarana (nome popolare messicano della P. aquatica) non ha particolari esigenze in fatto di terreno, a patto che sia ben drenato. Meglio tendente all'acido piuttosto che troppo calcareo.
   Acqua: La Bombax glabra (eh, sì, ha anche quest'altro nome, scusa la pignoleria...) richiede annaffiature consistenti e regolari. In inverno meglio diradarle, però.
   Concimi: Questo Provision tree (beh, in California così lo chiamano) solamente durante i mesi molto caldi ha bisogno di una leggera concimatura mensile, con un concime bilanciato universale. Potresti usare uno di quei concimi liquidi che si addizionano all'acqua di annaffiatura, e che si trovano in tutti i supermercati.
   Potature: Da fare solo in caso di necessità reale, se tende ad espandersi troppo e malamente. Non capisco perché te la abbiano potata, al vivaio. Sei sicura che siano gente seria e capace?
   Malattie e parassiti: In terra risulta essere praticamente immune da malattie o parassiti particolari. Gli esemplari in vaso devono essere tenuti d'occhio, perché facilmente preda dei soliti parassiti delle piante da appartamento (particolarmente cocciniglia cotonosa).
   Fiori e frutti: Ha bellissimi fiori simili a quelli dell'Albizzia, e produce frutti (semi) contenuti in una specie di capsula lunga fino a 20 cm, che ad un certo momento si spacca. I semi che ne escono, da crudi hanno sapore di arachide. Devono essere conservati per un mese in un posto fresco e asciutto. Arrostiti o fritti in olio hanno il sapore della castagna. La farina che se ne ricava può essere aggiunta all'impasto del pane.
   Cara Tiziana, più di questo non so dirti...
   Non credo che sia comunque una pianta facile da coltivare. A quel che mi risulta la si trova in produzione solamente presso un'associazione californiana di allevatori di piante rare tropicali.
   Da quello che apprendo sulla sua situazione di origine, ti consiglierei di tenerla in buona luce, e non in penombra. Di metterla in un terreno abbastanza acido (quello che si usa per le azalee), ma soprattutto di annaffiarla con acqua piovana (alla temperatura dell'ambiente), al massimo con acqua minerale: assolutamente NON con l'acqua del rubinetto. La clorosi di cui ti hanno parlato potrebbe dipendere proprio da questo. Certo non è facile dare consigli riguardanti malattie delle piante senza poterle vedere e toccare, tu lo capisci. L’arricciamento delle foglie potrebbe anche dipendere da un eccesso di concime, ma prendi con le molle questo mio parere a distanza! Se proprio le foglie continuassero a diventare gialliccie, prova di aggiungere all'acqua con cui annaffi un po' di Sequestrene (chelato di ferro), prodotto usato proprio per combattere la clorosi e il mancato assorbimento di ferro da parte delle radici.
   Fammi sapere, per favore, qualcosa di nuovo sullo stato della tua pianta... dai molti nomi.



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